Il Tesoro USA e il Dipartimento di Giustizia hanno colpito uno dei più grandi mercati neri del crimine informatico mai smantellati: Xinbi Guarantee, piattaforma su Telegram che secondo la società di blockchain intelligence Elliptic ha movimentato almeno 24 miliardi di dollari in transazioni criminali, diventando il secondo marketplace illecito più grande della storia dopo il suo predecessore, Huione Guarantee.
L’azione, annunciata il 9 settembre 2026, unisce sanzioni OFAC del Tesoro e un mandato di sequestro del DOJ contro i canali Telegram della piattaforma, con il congelamento di 52,8 milioni di dollari distribuiti su 52 wallet collegati a Xinbi e alla sua rete di venditori, più altri 12 milioni sequestrati da due portafogli usati per raccogliere i pagamenti dei fornitori. Un colpo pesante, ma che arriva dentro un ecosistema criminale che si è dimostrato capace di rigenerarsi nel giro di poche settimane.
Dall’ombra di Huione: la “garanzia” per il crimine informatico asiatico
Per capire cos’è Xinbi bisogna partire dal suo predecessore. Huione Guarantee era il marketplace di riferimento per il cybercrime cinese e del sud-est asiatico: una sorta di eBay del crimine organizzato digitale, dove migliaia di venditori offrivano servizi di riciclaggio, dati personali rubati, strumenti di deepfake e infrastrutture per le truffe romantico-finanziarie note come pig butchering. Il meccanismo era quello dell’escrow: la piattaforma “garantiva” (da cui il nome) che acquirente e venditore si sarebbero scambiati denaro e servizi senza fregature, funzionando come camera di compensazione per un’economia criminale che altrimenti non potrebbe fidarsi di sé stessa.
Sotto la pressione internazionale, Telegram ha chiuso i canali di Huione, che nella sua vita operativa aveva gestito circa 31 miliardi di dollari. Ma lo spazio lasciato libero non è rimasto vuoto: Xinbi Guarantee, fondata nel 2022 e già operativa in parallelo, ne ha semplicemente raccolto l’eredità, arrivando a ospitare oltre 4.600 fornitori di servizi criminali al momento dell’intervento delle autorità USA.
Come funzionava: USDT, Tron e un catalogo del crimine su abbonamento
Operativamente, Xinbi elaborava pagamenti esclusivamente in Tether USDT sulla blockchain Tron, lo standard de facto per il riciclaggio su larga scala in Asia grazie a commissioni contenute e velocità di transazione. Sul catalogo della piattaforma comparivano servizi di riciclaggio di denaro, vendita di dati personali rubati (dai documenti d’identità ai dataset finanziari), strumenti di deepfake per superare le verifiche KYC dei servizi finanziari, e il coordinamento di intere operazioni di pig butchering — le truffe sentimentali-finanziarie che, spesso gestite da lavoratori vittime di tratta negli hub del sud-est asiatico, hanno drenato miliardi di dollari da vittime in tutto il mondo.
Il Tesoro ha collegato la piattaforma a due entità già designate in precedenti round di sanzioni: Jin Bei Group Co., Ltd. e la galassia di Prince Group TCO, organizzazione transnazionale che il governo statunitense associa ai compound di scam nel sud-est asiatico. Non solo: secondo le autorità, la piattaforma sarebbe stata utilizzata anche da hacker nordcoreani per monetizzare parte dei proventi delle loro operazioni, un dettaglio che conferma quanto questi mercati neri funzionino da infrastruttura condivisa tra cybercrime finanziariamente motivato e attori state-sponsored.
Il ruolo di Tether e la reazione a caldo degli operatori
Un elemento interessante dell’operazione è la collaborazione diretta di Tether, che ha congelato i due wallet usati per i pagamenti ai fornitori non appena notificata dalle autorità. La reazione della rete criminale è stata immediata: secondo i dati raccolti dagli analisti, Xinbi ha convertito rapidamente circa 2,8 milioni di dollari di USDT residuo in USDD, uno stablecoin alternativo meno soggetto a congelamento centralizzato — segno che gli operatori di queste piattaforme monitorano attivamente il rischio regolatorio e sono pronti a migrare liquidità in tempo reale non appena percepiscono una minaccia.
Un pattern che si ripete: la geografia del “whack-a-mole”
Il caso Xinbi si inserisce in una traiettoria di enforcement che il DOJ ha intensificato dalla creazione, a novembre 2025, di una task force dedicata alle truffe online, seguita ad agosto 2026 dallo smantellamento di 13 centri operativi in Madagascar collegati alla stessa economia criminale. Ma la storia di Huione che rinasce come Xinbi suggerisce che sequestrare wallet e chiudere canali Telegram, per quanto necessario, non basta a smontare l’infrastruttura di fondo: finché esisteranno compound fisici nel sud-est asiatico dove la manodopera (spesso ridotta in schiavitù) continua a operare le truffe, un nuovo “Guarantee marketplace” è pronto a emergere entro poche settimane dal precedente.
Due righe per i difensori
- Le aziende che offrono servizi finanziari o KYC dovrebbero considerare la presenza di strumenti deepfake commerciali a basso costo come rischio concreto e non più teorico nei flussi di onboarding remoto.
- I team anti-frode dovrebbero monitorare pattern di transazione USDT-TRON verso wallet neo-creati come indicatore di possibile riciclaggio legato a piattaforme di questo tipo.
- Le organizzazioni con dipendenti esposti a contatti social/dating non richiesti dovrebbero rafforzare la formazione su pig butchering, che resta uno dei vettori di frode finanziaria in più rapida crescita a livello globale.
- Il monitoraggio delle sanzioni OFAC aggiornate resta essenziale per i compliance team con esposizione a controparti asiatiche in criptovalute.
Indicatori e riferimenti
Piattaforma: Xinbi Guarantee (Telegram-based marketplace, fondata 2022)
Predecessore: Huione Guarantee (chiuso, ~31 miliardi USD movimentati)
Volume stimato Xinbi: almeno 24 miliardi USD in transazioni
Fornitori attivi al momento del takedown: 4.600+
Asset sequestrati/congelati:
- 52,8 milioni USD da 52 wallet (rete Xinbi + merchant)
- 12 milioni USD da 2 wallet di raccolta pagamenti
Valuta principale: USDT (Tether) su blockchain TRON
Migrazione post-freeze: ~2,8 milioni USD convertiti in USDD
Entità sanzionate OFAC (9 settembre 2026):
- Jin Bei Group Co., Ltd.
- Prince Group TCO
Azioni: sanzioni Treasury/OFAC + mandato di sequestro DOJ sui canali Telegram
Collaborazione: Tether (congelamento wallet)