Ventidue Paesi su sei continenti, 58 arresti, 263 sospetti identificati e oltre 143 milioni di euro di frodi da investimento smantellate: sono i numeri di Operation Jackal IV, l’ultima offensiva coordinata da Interpol contro Black Axe e le altre confraternite criminali dell’Africa occidentale che da anni dominano lo scenario globale di romance scam, business email compromise e riciclaggio digitale. Non è la prima volta che le forze dell’ordine colpiscono questa rete — ma la scala e la precisione chirurgica con cui questa edizione ha smontato l’ecosistema di supporto, più che i singoli truffatori, la rende un caso di studio su come si combatte oggi il cybercrime organizzato transnazionale.
Da confraternita universitaria a mafia digitale globale
Black Axe nasce alla fine degli anni ’70 come confraternita studentesca nigeriana (il “Neo-Black Movement of Africa”) prima di trasformarsi, nei decenni successivi, in una delle organizzazioni criminali transnazionali più redditizie al mondo. Oggi il gruppo — insieme a organizzazioni affiliate o imitatrici — genera miliardi di dollari l’anno operando in decine di Paesi, con una struttura gerarchica rigida che ricorda più una holding criminale che una gang di strada. È proprio questa capacità organizzativa, unita all’adozione spregiudicata delle tecnologie digitali, ad aver reso Black Axe un bersaglio prioritario per Interpol negli ultimi anni, con le precedenti Operation Jackal I e II (2022-2023, circa 200 arresti complessivi) e Jackal III (2024, alcune centinaia di arresti e circa 3 milioni di dollari sequestrati) che hanno progressivamente affinato la mappatura dell’infrastruttura criminale del gruppo.
Il modus operandi: dalla truffa romantica al sextortion
Il catalogo criminale documentato dagli investigatori in questa quarta edizione dell’operazione copre l’intero spettro delle frodi digitali su larga scala:
- Romance scam: relazioni sentimentali fittizie costruite su app di incontri e social network, tipicamente rivolte a persone anziane o pensionati, finalizzate a estorcere trasferimenti di denaro nel tempo.
- Business Email Compromise (BEC): compromissione o spoofing di account email aziendali per dirottare pagamenti e bonifici verso conti controllati dalla rete criminale.
- Investment fraud: piattaforme di investimento fasulle, spesso presentate tramite call center strutturati, che promettono rendimenti garantiti su criptovalute o mercati finanziari.
- Sextortion: un trend in preoccupante crescita secondo gli investigatori, che include la coercizione di vittime minorenni sui social media — un’evoluzione particolarmente allarmante del modello criminale tradizionale del gruppo.
- Crime-as-a-Service: fornitura, spesso tramite dark web, di infrastruttura di supporto a terzi — domini web, servizi di riciclaggio, identità sintetiche — che permette anche ad attori meno strutturati di operare su scala industriale.
Gli inquirenti descrivono una divisione dei ruoli interna sofisticata, con membri specializzati come agenti di “conversion” (che convincono le vittime a versare denaro) o di “retention” (che mantengono in vita la relazione fraudolenta il più a lungo possibile per massimizzare l’estorsione) — una struttura organizzativa quasi aziendale che riflette il salto di qualità della criminalità digitale organizzata rispetto al singolo truffatore opportunista.
La geografia dei blitz: Sud Africa, Romania, Argentina, Italia
Operation Jackal IV ha coinvolto le forze dell’ordine di 22 Paesi — tra cui Argentina, Australia, Austria, Canada, Costa d’Avorio, Emirati Arabi Uniti, Francia, Germania, Indonesia, Irlanda, Italia, Giappone, Malesia, Nigeria, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica e Svezia — con i risultati operativi più significativi concentrati in quattro teatri:
- Sud Africa: 39 arresti, sette sedi perquisite a Johannesburg, 2,67 milioni di dollari sequestrati e 257 conti bancari congelati, con focus su romance e investment scam ai danni di pensionati.
- Argentina: 17 arresti e 196 sospetti identificati nello smantellamento di una rete di crime-as-a-service che forniva domini web e servizi di riciclaggio ad altre organizzazioni criminali.
- Romania: 11 arresti legati a un call center dedicato a investment scam, con sequestro di circa 379.000 dollari in contanti e criptovalute, sei immobili e orologi di lusso confiscati.
- Italia: identificazione di un individuo collegato a una rete di riciclaggio “pan-europea”; un singolo conto avrebbe movimentato circa 736.000 dollari attraverso società di comodo e servizi di rimessa internazionale.
Colpire l’ecosistema, non solo i truffatori
L’elemento più significativo di Jackal IV, secondo gli analisti, è lo spostamento del focus investigativo dai singoli operatori di frontline — spesso facilmente sostituibili — verso l’infrastruttura di supporto che rende possibile l’intera economia criminale: fornitori di domini, money mule reclutati su scala industriale, reti di riciclaggio basate su wallet crypto e conti di comodo, servizi di identità sintetica venduti come commodity nei forum underground. È lo stesso approccio “disruption dell’ecosistema” che negli ultimi anni le forze dell’ordine occidentali hanno applicato con crescente efficacia contro le infrastrutture ransomware, ed è la ragione per cui, nonostante il numero di arresti diretti resti relativamente contenuto rispetto alla scala globale del fenomeno, l’impatto economico dichiarato — oltre 143 milioni di euro tra fondi sequestrati e frodi neutralizzate — risulta sproporzionatamente alto.
Due righe pratiche per le organizzazioni
- Formazione anti-BEC mirata: i controlli di verifica su cambi improvvisi di coordinate bancarie o richieste di pagamento urgenti restano la contromisura più efficace ed economica contro il vettore BEC, ancora oggi tra i più redditizi per queste reti.
- Monitoraggio dei conti aziendali per pattern di money muling: transazioni frammentate verso conti neo-aperti o società di comodo sono un segnale che i team antifrode dovrebbero correlare con maggiore attenzione, specie in presenza di corridoi geografici ad alto rischio.
- Consapevolezza su romance scam e sextortion per gli utenti più vulnerabili: campagne di sensibilizzazione rivolte a categorie a rischio (anziani, adolescenti) restano uno strumento di prevenzione a basso costo e alto impatto.
- Collaborazione con le piattaforme: la rapidità di segnalazione di profili e wallet sospetti a exchange di criptovalute e piattaforme social riduce la finestra operativa di queste reti, che dipendono dalla persistenza di identità e infrastrutture online per operare su scala.
Fonti: CyberScoop, Dark Reading, P.M. News Nigeria.