Analisi

VerdantBamboo (UNC5221): il gruppo APT cinese che resta invisibile per 18 mesi con tre backdoor inedite

Dario Fadda 7 Giugno 2026

Per diciotto mesi, il gruppo APT cinese VerdantBamboo ha vissuto nell’ombra delle reti di una grande organizzazione statunitense e del suo managed service provider, dispiegando tre famiglie di backdoor su appliance di rete prive di copertura EDR. La ricostruzione completa dell’incidente, pubblicata il 4 giugno 2026 dai ricercatori di Volexity, rivela un threat actor di straordinaria sofisticazione operativa, capace di reinfettare la rete vittima pochi giorni dopo la remediation.

Chi è VerdantBamboo (UNC5221 / WARP PANDA)

VerdantBamboo è il nome interno adottato da Volexity per il gruppo noto anche come UNC5221 (Mandiant) e WARP PANDA. Si tratta di un attore state-sponsored di origine cinese attivo almeno dal 2023, specializzato nello sfruttamento di zero-day su dispositivi di rete perimetrali: Ivanti Connect Secure, F5 BIG-IP, VMware vSphere e, in questo caso, appliance Linux proprietarie. Google Cloud Threat Intelligence e CISA hanno documentato più volte le sue campagne, con un filo conduttore costante: il deployment di BRICKSTORM su sistemi che non supportano agenti EDR, rendendo il rilevamento quasi impossibile con gli strumenti tradizionali.

Il vettore iniziale: Egnyte Storage Sync e una privilege escalation trascurata

In settembre 2025, Volexity viene coinvolta in un incident response dopo che un analista nota traffico anomalo proveniente da una macchina virtuale Linux con Egnyte Storage Sync. L’appliance, invece di connettersi ai server Egnyte, beacona verso un dominio controllato dall’attaccante nascosto dietro IP Cloudflare, e interroga 8.8.8.8 tramite DNS over HTTPS per evitare lookup DNS tracciabili.

L’ingresso iniziale è avvenuto attraverso credenziali SSH compromesse per l’account egnyteservice, il cui profilo sudo conteneva una misconfiguration critica: il comando tee era eseguibile come root, consentendo la scrittura arbitraria di file su tutto il filesystem. VerdantBamboo ha sfruttato questa escalation per scrivere un entry cron in /etc/cron.d/ssync, eseguire il backdoor BRICKSTORM posizionato in /usr/sbin/, e poi rimuovere il file cron per minimizzare le tracce. Il compromesso risaliva ad almeno 18 mesi prima della scoperta. Egnyte ha poi corretto la vulnerability nella versione Storage Sync v13.13.

La catena d’attacco: dall’MSP alla Microsoft 365

Una volta sul sistema Storage Sync, VerdantBamboo ha sfruttato le capacità proxy di BRICKSTORM per accedere all’ambiente Microsoft 365 della vittima attraverso gli IP del VPN SSL aziendale, bypassando così le Conditional Access Policy che avrebbero bloccato accessi da IP sconosciuti. L’obiettivo era mimetizzarsi nel traffico legittimo.

Parallelamente, l’MSP che gestiva il sistema era stato anch’esso compromesso. Volexity ha trovato sul firewall pfSense dell’MSP una variante FreeBSD di BRICKSTORM, offuscata con gobfuscate, con backdating della compromissione di almeno 18 mesi. Con ogni probabilità, l’attaccante si era introdotto nell’organizzazione vittima passando prima per l’MSP, rubando credenziali e dettagli infrastrutturali.

Il ritorno dopo la remediation: persistenza da manuale

Pochi giorni dopo che Volexity aveva completato le attività di contenimento — isolando il sistema Storage Sync e portando offline il VPN SSL — VerdantBamboo è tornato. Il firewall della vittima, ora esposto direttamente su Internet dopo la dismissione del vecchio VPN, era accessibile via interfaccia amministrativa web. Usando credenziali amministrative rubate (senza MFA), l’attaccante ha riconfigurato un VPN SSL sul firewall, si è riconnesso alla rete interna e ha deployato PLENET su un NAS Synology. Un secondo ciclo di remediation si è reso necessario.

Le tre backdoor: BRICKSTORM, PLENET e AGENTPSD

BRICKSTORM è il malware principale del gruppo, con varianti scritte in Golang (le più vecchie) e Rust. Il design è modulare: il namespace wssoft contiene protocol handler, task dispatcher e task extensions che il developer può personalizzare per ogni target. Nelle varianti analizzate, i task extension attivi sono tre: command (shell remota), socks (proxy SOCKS5) e web (accesso al filesystem). Il C2 usa WebSocket su HTTPS, con risoluzione DNS over HTTPS verso 8.8.8.8 per evitare query tracciabili.

PLENET (chiamato GRIMBOLT da Google Cloud) è un backdoor cross-platform scritto in .NET Core e compilato con Native AOT — una funzionalità introdotta in .NET 7 nel novembre 2022 che produce un binario nativo standalone con il runtime embedded. La scelta di Native AOT è deliberata: l’immaturity degli strumenti di analisi per questo formato complica notevolmente il reverse engineering. PLENET usa anch’esso WebSocket per il C2 e la libreria Nerdbank.Streams per multiplexing, richiamando lo stesso schema architetturale di BRICKSTORM. Capacità: shell interattiva, esecuzione remota di comandi, manipolazione file, switching del server C2.

AGENTPSD è una semplice reverse shell Python compilata con PyInstaller, configurata per connettersi a un dominio C2 diverso da quello usato da BRICKSTORM. Il suo ruolo è esclusivamente di fallback: se BRICKSTORM venisse rimosso o smettesse di funzionare, AGENTPSD garantirebbe un percorso di rientro alternativo. Significativamente, durante l’intero periodo dell’intrusione AGENTPSD non è mai stato utilizzato attivamente — BRICKSTORM era sempre disponibile.

L’infrastruttura C2 e la risposta alle investigazioni

Volexity ha sviluppato una fingerprint Censys per identificare i server C2 di BRICKSTORM: una risposta HTTP di lunghezza zero (Golang HTTP server), SSH su FreeBSD, certificato Cloudflare, massimo quattro servizi esposti. Questa firma ha consentito di mappare diversi server C2. Tuttavia, tra il 18 e il 23 settembre 2025, tutti i server che corrispondevano al pattern hanno disattivato i servizi sulla porta 443. Il 24 settembre Google ha pubblicato un nuovo report su BRICKSTORM. Volexity valuta con bassa confidenza che VerdantBamboo fosse consapevole di essere sotto investigazione e abbia volontariamente smantellato l’infrastruttura esposta.

Due righe per i difensori

Il caso VerdantBamboo mette in luce vulnerabilità sistemiche difficili da correggere con gli strumenti tradizionali. Le raccomandazioni chiave emerse dall’analisi di Volexity sono le seguenti: applicare MFA su tutti gli accessi amministrativi, inclusi VPN e interfacce di gestione dei firewall; monitorare il traffico verso DNS over HTTPS su endpoint non previsti; estendere il perimetro di monitoraggio alle appliance di rete (NAS, firewall, appliance cloud sync) che non supportano EDR, eventualmente tramite network security monitoring; verificare le configurazioni sudo su tutte le appliance Linux gestite; assicurarsi che i fornitori MSP applichino gli stessi standard di sicurezza dell’organizzazione committente.

Indicatori di Compromissione (IoC)

## AGENTPSD
# Nome file: egnyte_host_monitor_client
MD5:    98ee964edeb5a988c3bba8ea1e57fe0e
SHA1:   e952c18272efa1c3d73d0a5381bcf443c02743fe
SHA256: ee41e06ed96182ce80cd4544a6abd5d7719c4a5c0e5ddb266a83842d39b99b0a
## BRICKSTORM (Egnyte Storage Sync – Linux)
# Nome file: luserput
MD5:    58d4eccc982c9e9b1b98aa62c514e53a
SHA1:   f4d77958a12a0778283d3e679b24b18f82e332c4
SHA256: 40d264cf9c73923932c3dfd52d20f46ff602be3fea8dc6ecc71aca46e6067bf5
## BRICKSTORM (pfSense – FreeBSD, gobfuscated)
# Nome file: blacklist
MD5:    84ad78b2bab946c3677fdc28ebd8a774
SHA1:   681075027553546c119ec447eb8df84633dcffce
SHA256: f70abe93112637d3ec2f6c5e058ccac0307ebf63e496f38588cbfc17a8f8a264
## PLENET (aka GRIMBOLT, .NET Native AOT)
# Nome file: ovs-dbctl
MD5:    95dc2289427ed29b8b996d0e3d1b78cb
SHA1:   f8d93c1769e877aae7e7d5c289a467b5ae371c7a
SHA256: eb141a43958802727a6c813452450c10b92704bea4474ee5fd87c0a1be326e2e
## Censys fingerprint per C2 BRICKSTORM
host.service_count<=4 AND host.services:(banner_hash_sha256:"e28a96f983b8605decd2ac1db16ebad5fa741a6aa4e585a38ade0e5ad7d6cec0" AND port=443) AND host.services.cert.parsed.issuer.organization="CloudFlare, Inc." AND host.services:(port=22 AND software.vendor:openbsd)
## IoC completi (Volexity GitHub)
https://github.com/volexity/threat-intel/tree/main/2026/2026-06-04%20VerdantBamboo

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