Non un semplice blackout digitale, ma un tentativo — riuscito solo in parte — di trasformare un attacco informatico in un’emergenza sanitaria pubblica. FBI ed EPA hanno confermato che, dal 27 luglio 2026, impianti idrici e fognari di almeno sette stati americani sono stati colpiti da intrusioni coordinate contro controllori industriali esposti su internet. Un memo delle forze dell’ordine del Minnesota, il primo stato a rendere pubblico l’incidente, è ancora più esplicito sul movente: l’obiettivo dichiarato degli attaccanti non era interrompere il servizio, ma contaminare l’acqua potabile.
Cosa è successo nel weekend del 26-27 luglio
Il Minnesota ha rilevato attività ostile su oltre 30 sistemi idrici e fognari comunitari nella notte tra domenica 26 e lunedì 27 luglio. L’impianto idrico di Braham, una comunità di circa 1.700 abitanti, è stato messo completamente fuori uso e ripristinato in circa due ore passando alla gestione manuale. A Plymouth sono state disconnesse apparecchiature con connettività cellulare su due torri idriche e diverse stazioni di sollevamento fognario. South St. Paul e Maple Plain hanno mantenuto il servizio nonostante l’impatto sui controlli automatizzati, ma Maple Plain ha dichiarato lo stato di emergenza locale.
L’incidente non si è fermato al Minnesota: il Wisconsin ha rilevato attività ostile sui propri impianti idrici nello stesso arco temporale, tanto da spingere il Dipartimento delle Risorse Naturali a ordinare “azioni immediate” agli operatori. Nell’avviso congiunto pubblicato giovedì, FBI ed EPA hanno confermato che utility idriche di almeno sette stati — non nominati pubblicamente — hanno segnalato incidenti dal 27 luglio in poi, in alcuni casi con degrado operativo reale.
Il bersaglio tecnico: PLC Rockwell esposti su internet
L’avviso FBI/EPA identifica con precisione l’equipaggiamento colpito: controllori logici programmabili (PLC) Allen-Bradley delle serie MicroLogix 1100 e 1400, prodotti da Rockwell Automation, raggiungibili direttamente da internet. Gli attaccanti hanno effettuato accesso remoto a questi dispositivi, modificandone indirizzo IP e password — di fatto scacciando gli operatori legittimi dalla possibilità di monitorare e controllare l’impianto. In almeno un caso, dopo aver notato discrepanze tra siti diversi, l’organizzazione vittima ha scoperto che gli attaccanti erano andati oltre, alterando direttamente i file di progetto del PLC: la logica ladder che governa il comportamento fisico di pompe e valvole.
La fisica dietro l’obiettivo dichiarato dagli attaccanti si chiama backsiphonage. Le reti di distribuzione idrica lavorano in pressione positiva, tipicamente tra 40 e 80 psi, per spingere l’acqua verso gli utenti e tenere fuori dalle tubature eventuali contaminanti esterni. L’EPA fissa a 20 psi la soglia sotto la quale un evento di perdita di pressione viene classificato come pericoloso: scendere sotto quel valore in prossimità di un cross-connection — un punto in cui le tubature di distribuzione corrono vicino a fonti non potabili, come acque di falda, pozzi privati o linee fognarie — può risucchiare quei contaminanti all’interno del sistema attraverso giunti o crepe nelle tubature, lo stesso principio fisico di una cannuccia. La pericolosità dell’attacco sta nella combinazione di due capacità simultanee: manipolare i PLC per abbassare la pressione, e allo stesso tempo sopprimere gli allarmi che dovrebbero avvisare gli operatori del calo, lasciandoli con dashboard apparentemente normali mentre il sistema fisico è già in stato non sicuro.
Nessuna contaminazione è stata confermata: il Dipartimento della Salute del Minnesota ha dichiarato che la qualità dell’acqua non è stata compromessa in nessuno degli impianti colpiti e non sono state emesse ordinanze di bollitura a livello statale.
Chi c’è dietro: Iran, CyberAv3ngers e l’ipotesi false flag
Gli investigatori federali ritengono probabile il coinvolgimento di attori legati all’Iran, sebbene l’attribuzione non sia confermata. Il tempismo è indicativo: gli attacchi in Minnesota sono iniziati quattro giorni dopo che la CISA aveva aggiornato un avviso su larga scala riguardante l’espansione delle operazioni iraniane contro acqua, energia e infrastrutture governative statunitensi. Tre giorni prima degli attacchi, il gruppo Handala — attribuito al Ministero dell’Intelligence iraniano — aveva pubblicamente minacciato di colpire reti idriche, elettriche e di trasporto americane, proprio nello stesso giorno dell’aggiornamento CISA.
Secondo i ricercatori di Tenable, il pattern operativo osservato in Minnesota è coerente con l’ecosistema CyberAv3ngers, gruppo collegato al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche che dal 2023 prende sistematicamente di mira le infrastrutture idriche statunitensi e sanzionato dal Tesoro USA nel febbraio 2024. Il contesto geopolitico è quello di un conflitto armato aperto tra Stati Uniti e Iran, iniziato il 28 febbraio 2026 e proseguito con un cessate il fuoco entrato in vigore ad aprile: le operazioni cyber iraniane contro le infrastrutture critiche americane sono continuate e si sono intensificate da allora.
Gli inquirenti stanno però valutando anche un’ipotesi più inquietante: che chi ha condotto l’attacco abbia deliberatamente riutilizzato tattiche, strumenti e infrastruttura associati agli attori iraniani per costruire un’operazione false flag, capace di alimentare tensioni tra Washington e Teheran in un momento in cui i due paesi sono già in conflitto aperto. Nessuna attribuzione formale è stata effettuata; nessuna accusa è stata mossa.
Uno scontro politico, un problema strutturale
La vicenda ha acceso anche uno scontro politico interno: il presidente Trump ha respinto pubblicamente l’attribuzione all’Iran, attribuendo la responsabilità alla “grossolana incompetenza” del Minnesota e del governatore democratico Tim Walz. Walz ha risposto puntando il dito contro i tagli imposti dall’amministrazione Trump alla CISA, che secondo TechCrunch ha perso circa un terzo del proprio organico, incluso lo smantellamento della sua iniziativa anti-ransomware. Al di là della disputa politica, il problema strutturale resta: un’indagine EPA del 2024 ha rilevato che il 70% dei sistemi idrici ispezionati dal 2023 non rispettava gli obblighi di valutazione del rischio previsti dall’America’s Water Infrastructure Act, e un successivo rapporto dell’Inspector General ha individuato vulnerabilità critiche o gravi in 97 dei oltre 1.000 sistemi idrici controllati, per una popolazione servita di circa 26,6 milioni di persone.
Cosa devono fare subito gli operatori
Le raccomandazioni congiunte di FBI, EPA e CISA per il settore idrico sono immediate e concrete: scollegare i PLC dall’accesso diretto a internet, sostituendo la connettività cellulare non protetta con VPN dedicate e autenticazione a più fattori dove l’accesso remoto resta necessario; cambiare tutte le password predefinite o deboli, dato che una quota significativa dei dispositivi compromessi utilizzava credenziali banali; confrontare i file di progetto dei PLC in produzione con backup offline noti per individuare eventuali discrepanze nella logica ladder, che possono persistere anche dopo un reset delle password; impostare fisicamente i selettori a chiave dei controllori in modalità “Run”, che blocca la modifica remota della logica anche in caso di compromissione di rete; e pianificare la sostituzione dei dispositivi a fine vita come le serie MicroLogix 1100/1400, che potrebbero non ricevere più aggiornamenti di sicurezza da Rockwell Automation.
Un dettaglio da non sottovalutare riguarda i fornitori di servizi gestiti: l’avviso FBI segnala che configurazioni di rete replicate da uno stesso managed service provider su più clienti possono moltiplicare il successo di un singolo attacco su decine di impianti diversi — un rischio di supply chain che le utility idriche, spesso piccole e con personale IT limitato o assente, raramente hanno la capacità di verificare da sole.
Indicatori tecnici e riferimenti
Dispositivi presi di mira:
Rockwell Automation Allen-Bradley MicroLogix 1100 (PLC)
Rockwell Automation Allen-Bradley MicroLogix 1400 (PLC)
Tecnica osservata:
Accesso remoto diretto a PLC esposti su internet
Modifica di IP e password del dispositivo
Alterazione dei file di progetto / logica ladder ("ladder logic discrepancies")
Soppressione di allarmi e monitoraggio
Attore sospettato:
CyberAv3ngers / cluster IRGC-CEC (attribuzione non confermata da FBI)
Possibile operazione false flag in corso di verifica
Riferimenti ufficiali:
FBI/EPA PSA - Malicious Cyber Actors Targeting Water and Wastewater Sector PLCs
CISA Advisory AA26-097A (campagna ICS legata all'Iran)