Connor Riley Moucka, 26 anni, di Kitchener (Ontario), si è dichiarato colpevole mercoledì 5 agosto 2026 davanti a un tribunale federale dello stato di Washington per frode informatica, frode telematica, furto di identità aggravato e cospirazione. È l’epilogo giudiziario di quella che resta una delle campagne di furto dati ed estorsione più estese mai orchestrate contro un singolo fornitore cloud: l’attacco del 2024 alla piattaforma Snowflake, che ha colpito almeno 165 aziende clienti e portato al furto di miliardi di record. Moucka rischia fino a 32 anni di carcere e sarà sentenziato il 27 ottobre.
Non una violazione di Snowflake, ma delle credenziali dei suoi clienti
Il dettaglio tecnico che ha reso il caso Snowflake un caso di scuola è che la piattaforma stessa non è mai stata compromessa. Mandiant, incaricata da Snowflake di condurre l’indagine forense, ha attribuito la campagna a un cluster tracciato come UNC5537 e ha confermato che gli attaccanti hanno sfruttato credenziali valide ma esposte da tempo — in alcuni casi risalenti al 2020 — raccolte tramite infostealer su macchine di dipendenti o partner delle aziende clienti. La mancanza sistemica di autenticazione a più fattori sugli account Snowflake ha fatto il resto, trasformando credenziali rubate anni prima in un accesso diretto ai data warehouse di centinaia di organizzazioni.
Secondo Mandiant, il gruppo dietro la campagna era basato in Nord America e collaborava con almeno un membro operante dalla Turchia — identificato in seguito in John Erin Binns, già legato all’hack di T-Mobile del 2021 e arrestato in Turchia nel 2024.
Le vittime: dalle telco alla sanità, passando per la vendita di biglietti
L’elenco delle aziende colpite tra febbraio e ottobre 2024 legge come una rassegna delle violazioni più discusse dell’anno: AT&T, con i log di chiamate e SMS di oltre 100 milioni di clienti; Ticketmaster/Live Nation, con dati relativi a circa 560 milioni di utenti; Advance Auto Parts; uno dei distretti scolastici più grandi degli Stati Uniti; Neiman Marcus; Santander; LendingTree. I dati sottratti includevano estratti bancari, informazioni finanziarie, numeri di registrazione DEA, patenti di guida, passaporti e numeri di previdenza sociale.
Estorsione, ri-estorsione e mercati underground
Dopo l’esfiltrazione, gli attaccanti hanno tentato di estorcere le aziende vittime minacciando la pubblicazione dei dati online, incassando circa 2,5 milioni di dollari in pagamenti di riscatto. Moucka ha inoltre guadagnato altri 495.000 dollari pubblicizzando parte dei dati rubati su forum criminali come BreachForums e XSS.is. Un dettaglio particolarmente inquietante emerso dagli atti processuali riguarda una vittima estorta due volte: nella seconda occasione, Moucka avrebbe utilizzato dati personali relativi a un funzionario governativo ex ed ai suoi familiari per aumentare la pressione. Le perdite complessive stimate per le vittime ammontano a circa 9,5 milioni di dollari.
Prima dell’arresto, avvenuto nel novembre 2024 e seguito dall’estradizione negli Stati Uniti nel luglio 2025, Moucka aveva parlato con la testata 404 Media dicendosi consapevole dell’imminente cattura e ammettendo di aver distrutto prove in vista dell’arresto.
Due righe per i difensori
Il caso Snowflake ha ridefinito il modello di minaccia per i servizi SaaS e data warehouse: non serve violare il fornitore cloud se le identità dei suoi clienti restano esposte. Per i team di sicurezza le lezioni pratiche restano attuali due anni dopo i fatti:
- Imporre l’autenticazione a più fattori su tutti gli account con accesso a piattaforme cloud e data warehouse, senza eccezioni per account di servizio o legacy.
- Ruotare periodicamente le credenziali e trattare come compromesse quelle esposte in precedenti data breach, anche se risalenti a diversi anni prima.
- Monitorare i mercati underground e i forum come BreachForums per individuare precocemente la messa in vendita di dati aziendali.
- Validare i log di accesso alle piattaforme SaaS per individuare pattern anomali provenienti da IP o infrastrutture non riconducibili agli utenti abituali.
La condanna definitiva di Moucka, attesa il 27 ottobre, non chiude del tutto il caso: restano aperte le posizioni di altri complici legati alla campagna, a conferma che dietro un singolo nome pubblico si nasconde quasi sempre un’infrastruttura criminale collaborativa e distribuita.
Timeline e dati chiave
Campagna attiva: febbraio - ottobre 2024
Cluster di minaccia (Mandiant): UNC5537
Aziende clienti Snowflake colpite: almeno 165
Vettore d'accesso: credenziali valide esposte (alcune dal 2020), assenza di MFA
Vittime principali: AT&T (100M+ utenti, log chiamate/SMS), Ticketmaster/Live Nation (560M utenti),
Advance Auto Parts, Neiman Marcus, Santander, LendingTree, distretto scolastico USA
Guadagni stimati: ~2,5M USD (riscatti) + 495.000 USD (vendita dati underground)
Perdite vittime stimate: ~9,5M USD
Mercati underground utilizzati: BreachForums, XSS.is
Complice: John Erin Binns (Turchia, già legato all'hack T-Mobile 2021)
Arresto Moucka: novembre 2024 (Canada) - Estradizione: luglio 2025
Dichiarazione di colpevolezza: 5 agosto 2026
Sentenza attesa: 27 ottobre 2026 (fino a 32 anni di carcere)