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BREEZE COMET: la banda che usa l’IA per svaligiare Pix, STR e Boleto in Brasile

Per due anni una banda finanziaria ha bussato metodicamente alle porte del sistema bancario brasiliano, passando dal vishing spicciolo all’accesso diretto ai circuiti di pagamento istantaneo Pix e al sistema di regolamento interbancario STR. Google Threat Intelligence Group e Mandiant hanno battezzato il gruppo BREEZE COMET e ne hanno ricostruito l’intera catena d’attacco in un report pubblicato il 1° settembre 2026: un caso di scuola su come il cybercrime finanziario latinoamericano stia raggiungendo la sofisticazione tecnica degli attori state-sponsored, complice anche l’uso di script generati con l’intelligenza artificiale.

Chi è BREEZE COMET

Tracciato in precedenza come UNC5669, il gruppo è noto anche con i nomi Plump Spider e SHADOW-AETHER-064 a seconda del vendor. Attivo almeno dal 2023, BREEZE COMET è motivato esclusivamente dal profitto e ha colpito banche, società fintech, processori di pagamento, catene retail, borse valori e fornitori di software bancario in Brasile. Gli analisti di Mandiant sottolineano che l’infrastruttura di staging del gruppo è già stata riutilizzata anche contro siti governativi in Nigeria, Paraguay, Ghana e Venezuela, segno di un’espansione operativa che va oltre il mercato brasiliano.

Il bersaglio finale non sono le vittime dirette, ma la Rede do Sistema Financeiro Nacional (RSFN), la rete che collega le istituzioni finanziarie brasiliane al circuito Pix e al Sistema de Transferência de Reservas (STR), oltre al meccanismo di fatturazione Boleto. Per raggiungerlo servono credenziali mTLS specifiche e un accesso profondo alle applicazioni di core banking: non un obiettivo alla portata di un ransomware opportunistico, ma di un’operazione pianificata su mesi.

Dall’ingegneria sociale al server IIS finto

La catena d’attacco documentata da Google segue una progressione precisa. Nella fase iniziale (2024) BREEZE COMET puntava su password spraying contro portali aziendali e vishing: operatori che si spacciavano per il supporto IT telefonavano ai dipendenti, spesso via WhatsApp, convincendoli a installare strumenti RMM legittimi come AnyDesk. In alcuni casi il gruppo ha anche tentato di reclutare direttamente dipendenti bancari come insider.

A metà 2025 le tecniche si sono fatte più mature: compromissione di siti governativi municipali brasiliani minori, usati come infrastruttura di hosting e staging per i payload; inserimento fisico di dispositivi hardware non autorizzati nelle reti di negozi retail per ottenere un punto d’appoggio nella LAN; sfruttamento di installazioni JBoss AS vulnerabili per distribuire web shell. Una volta dentro, gli operatori usano Impacket, ADRecon e ADVipscan eseguiti in memoria via PowerShell per la ricognizione di Active Directory, cercando in modo specifico stringhe come boleto, cnab, remessa e webhook.*pix per individuare rapidamente i sistemi di pagamento.

Per il movimento laterale il gruppo dirotta account di servizio via RDP e sfrutta SMB, ma il vero salto di qualità è nell’arsenale di backdoor proprietarie sviluppate per garantire ridondanza di accesso:

  • COBALTSPIN (Rust) — tunneler leggero che crea un proxy SOCKS5 inverso su WebSocket per bypassare la segmentazione di rete e raggiungere le API finanziarie.
  • LIGHTPAINT (Java) — installa una VPN SoftEther legittima con persistenza, manipolando le regole del firewall di Windows Defender.
  • MILDFROST (Java) — backdoor passiva che comunica via DNS tunneling, usata come canale di riserva.
  • KICKPLATE (Nim) — si maschera da Windows Update Health Tools per garantire persistenza e gestire tunnel SOCKS5.
  • BOATBEAM (Go) — finto server HTTPS su IIS in ascolto sulla porta 443, che si attiva solo in presenza di uno specifico cookie di sessione.
  • XWORM — infostealer commerciale reperibile su forum underground, usato come componente aggiuntiva.

Per l’esfiltrazione di segreti e credenziali, gli operatori si affidano perfino a servizi di appunti pubblici come dontpad.com, mentre negli ambienti cloud compromessi sono stati osservati deployment di pod Kubernetes usati come meccanismo di persistenza aggiuntivo.

Script scritti dall’IA: la firma involontaria

Uno degli elementi più interessanti del report è la prova, secondo Google, che BREEZE COMET utilizzi modelli linguistici di grandi dimensioni per generare gli script di ricognizione, automatizzare la validazione delle credenziali rubate e produrre logiche di pivoting specifiche per ogni vittima. Gli analisti hanno riconosciuto pattern tipici del codice generato da IA: commenti esplicativi eccessivi, strutture “srotolate” senza funzioni o astrazioni, header di esecuzione standardizzati e un’assenza quasi totale delle idiosincrasie tipiche di uno sviluppatore umano. Un dettaglio che, paradossalmente, ha aiutato gli analisti a fare attribuzione, ma che testimonia anche quanto l’IA generativa stia abbassando la barriera d’ingresso per gruppi criminali di fascia media.

Il risultato operativo è impressionante: secondo Google, in alcuni episodi il tempo tra la compromissione iniziale e l’esecuzione delle transazioni fraudolente sulle applicazioni bancarie core è di sole 24-48 ore. In un caso documentato, il gruppo ha eseguito centinaia di transazioni fraudolente sottraendo asset per decine di migliaia di dollari, ripulendo poi log degli eventi e directory create per cancellare le tracce.

Due righe per i difensori

Il caso BREEZE COMET conferma una tendenza che gli analisti di threat intelligence osservano da tempo in America Latina: gruppi nati come fraudster retail opportunistici stanno evolvendo verso la compromissione diretta dei sistemi di core banking, con un livello di ingegneria del malware paragonabile a quello di attori APT. Per le istituzioni finanziarie brasiliane — e, visto il riuso dell’infrastruttura in altri Paesi, potenzialmente per qualsiasi banca dell’America Latina e dell’Africa — le raccomandazioni di Google includono: applicazione rigorosa di whitelisting delle applicazioni (WDAC, Gatekeeper, fapolicyd), autenticazione MFA phishing-resistant su tutti i portali esterni, PowerShell in Constrained Language Mode con Script Block Logging attivo, segmentazione di rete che blocchi SMB e RDP tra segmenti non necessari, controllo NAC 802.1X sulle porte Ethernet fisiche nei negozi retail, e gestione centralizzata dei segreti per eliminare credenziali in chiaro nel codice.

La formazione dei dipendenti resta la prima linea di difesa: il vishing che impersona il supporto IT rimane, ancora oggi, il vettore d’accesso iniziale più efficace per questo genere di operazioni.

Indicatori di compromissione

# Hash malware custom (SHA-256)
3b22605244dbace8f0c07c2c599f88c4b831bb07e9998b869a5da2759d27ceec  COBALTSPIN
2214907e696bad85bde1d90c943ef66e413d7a5c6d7596ced25b74441200439a  REALBREEZE
c0db6ddd6222d02ad7490399d33c61ded0076f0037409dc8498924458646d78a  MILDFROST
6d4012e0dd3b56a3e52857734fa0d582cdf3c56f0e5decc8005c882d1d1c6ceb  BOATBEAM
f139b4ca15feffb7a6633ec1a431c5c604b397576b56b5c863ae8fe4fa14db4f  KICKPLATE
51fdd83b3737add7f3832bd0ad0b56863c0a8f7cf9bcc16fd787d1ae4b403ce6  XWORM
d2aa40cc53b40c6e76ac0677c4a54387b3f27ee94c85d9b2c3a3d66aeef92a66  XWORM
447e3a131e62bd33b1297739a7b959a92358a97f58554469044636a3c4f244e8  XWORM

# Domini governativi brasiliani compromessi (staging/C2)
hxxps://procon[.]go[.]gov[.]br/ComprovantePDF[.]exe
hxxps://cmgovernadorluizrocha[.]ma[.]gov[.]br/Comprovantepdf[.]exe
hxxp://gcm[.]setelagoas[.]mg[.]gov[.]br/files/ti[.]zip
hxxps://minacu[.]go[.]gov[.]br/ComprovantePDF[.]exe
hxxps://conseg[.]ssp[.]go[.]gov[.]br/COAF-POLICIAFEDERAL[.]exe
hxxps://suporte[.]camaratunapolis[.]sc[.]gov[.]br/ti/attvpn[.]zip
hxxps://tisup[.]camaratunapolis[.]sc[.]gov[.]br/SoftEther[.]exe
hxxp://suporte[.]ourinhos[.]sp[.]gov[.]br/files/s[.]zip
hxxps://servicos[.]salto[.]sp[.]gov[.]br/j[.]jar

# Infrastruttura riutilizzata fuori dal Brasile
hxxps://www.mrtb[.]gov[.]ng/apps/attvpn[.]vip   (Nigeria)
hxxp://credeb[.]gov[.]gn/r[.]zip                 (Guinea)
hxxps://sit[.]baer[.]gob[.]ve/r[.]exe            (Venezuela)
hxxps://jmcov[.]gov[.]py/cxv[.]exe               (Paraguay)

# Canale di esfiltrazione
dontpad[.]com

# YARA - REALBREEZE (utility LDAP brute-force)
rule M_Utility_REALBREEZE_2 {
    strings:
        $s1 = "IP/REDE" wide
        $s2 = "SENHA" wide
        $s5 = "get_SamAccountName"
        $s6 = "get_txtHostname"
    condition:
        uint16(0) == 0x5A4D and all of them
}

Fonte primaria: Google Threat Intelligence Group e Mandiant, “Financially Motivated Threat Actor BREEZE COMET Targets Brazil”, 1° settembre 2026.

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